IL PROGRAMMA

L’intero programma è stato scritto collettivamente , ad opera dei partecipanti al percorso di “riGenerazione”.

Hanno partecipato a tale percorso singoli professionisti, associazioni,soggetti politici e comitati territoriali che praticano quotidianamente l’alternativa.

Il programma si concentra su alcune importanti proposte che non sono da ritenersi esaustive delle questioni di cui debba occuparsi la futura amministrazione comunale.

L’attenzione su alcune specifiche questioni infatti, deriva dalla sensibilità e dalle proposte presentate

dai partecipanti al percorso di rigenerazione, nel mese di Aprile, presso le assemblee pubbliche costituite all’uopo.

Il presente programma quindi è fatto proprio dai candidati al Consiglio Comunale e ai Consigli Municipali che hanno partecipato al processo di “riGenerazione urbana e politica per la città di Napoli “ ma non è da ritenersi esaustivo di tutte le proposte dei candidati.

Le ulteriori proposte ricadenti nel programma di tali candidati, sono consultabili online su www.luigifelaco.it e presso le rispettive pagine facebook o web pages.

Inoltre si fa presente che i candidati di riGenerazione, sottoscrivendo la candidatura e impegnandosi a sostenere Luigi de Magistris alle elezioni amministrative del 05 Giugno 2016, approvano e supportano il programma di mandato del candidato Sindaco, consultabile all’indirizzo www.demagistris.it

I grandi numeri di visitatori registrati negli ultimi anni hanno ricollocato la nostra città in una delle primissime posizioni nel panorama turistico nazionale ed europeo.

Lo dicono le statistiche ufficiali e lo può testimoniare anche un osservatore distratto: il centro della città è attraversato ogni giorno da migliaia di visitatori, il numero delle strutture ricettive si è moltiplicato, si è sviluppata, mai come ora, una economia legata al turismo fatta di micro imprese e piccole imprese, spesso gestite da giovani e da donne.

Il merito è di un patrimonio artistico e immateriale di una metropoli millenaria. E di una cultura dell’ospitalità antica e autentica.

Il merito è anche di un’amministrazione comunale che in questi cinque anni ha creato le condizioni minime di vivibilità per l’arrivo dei flussi turistici. Che ha investito sull’orgoglio e il riscatto di una città, riuscendo a ribaltare l’immagine terribile dell’emergenza rifiuti. E ha utilizzato le poche risorse disponibili per migliorare i servizi di accoglienza e costruire un’offerta di eventi coerente e di qualità.

Nei prossimi cinque anni la sfida è di rafforzare la posizione di Napoli come destinazione turistica emergente e di coordinare risorse e servizi. Di affermare un’idea di turismo che non escluda i più deboli, ma sia strumento per il loro riscatto. Coinvolgere nello sviluppo turistico della città quartieri e persone che al momento ne sono ancora esclusi.

 

Le Proposte:

COMBATTERE GLI STEREOTIPI

E’ sempre stato facile per la grande informazione giocare al massacro sull’immagine di Napoli. C’è bisogno invece di alimentare un racconto sincero della città sui nuovi media e su quelli tradizionali attraverso tutte le potenzialità dell’esperienza diretta della città. Rafforzare le relazioni e i contatti con bloggers, giornalisti, scrittori di viaggio per fare loro “testare Napoli” e allontanare gli stereotipi negativi. Prevedere con l’Assessorato al Turismo un appuntamento annuale in cui si ospitino operatori dell’informazione di viaggio  e turistica e cambiare verso al racconto della città.

DIFFONDERE I BENEFICI DEL TURISMO

Napoli ha nel Turismo un’opportunità storica per la creazione di lavoro, reddito e per la sua riqualificazione urbana. Compito dell’amministrazione comunale deve essere quello di continuare a sostenere la filiera turistica della città, cercando di distribuire ancora di più i benefici del boom turistico a quartieri, persone, gruppi sociali che in questo senso presentano potenzialità ancora inespresse.

Questa scelta è opportuna anche per impedire che il centro di Napoli diventi un Luna Park per i turisti, conservando la sua anima popolare, e la sua natura di territorio che assolve a molteplici funzioni (residenziale, universitaria, e appunto turistica).

 

 

DIFFONDERE IL TURISMO VERSO LE PICCOLE IMPRESE

Realizzare un portale/app di informazione istituzionale sui servizi di accoglienza al turista nella città di Napoli per mettere in rete e aiutare la promozione delle piccole realtà che sono nate numerose negli ultimi anni e che hanno difficoltà a sostenere costi di comunicazione delle proprie iniziative o dei propri servizi.

DIFFONDERE IL TURISMO OLTRE IL CENTRO DEL CENTRO

Esistono luoghi meravigliosi a un passo dai Decumani o da Via Toledo, ma ancora troppo poco battuti dagli itinerari turistici: Rione Sanità, Forcella, Montesanto, Piazza Mercato, il Petraio. E’ utile aumentare in queste aree la quantità di punti di accoglienza e di servizi a disposizione dei visitatori della nostra città, come gli Info-Point con personale dedicato e l’elaborazione, insieme agli operatori del settore, di specifici itinerari dedicati.

COINVOLGERE GIOVANI E MIGRANTI NELL’INDUSTRIA TURISTICA

Sostenere il progetto di affidamento  a cooperative di giovani già avviato dal Comune di Napoli “Napoli Museo Aperto” per l’apertura prolungata di chiese, monumenti e stazioni dell’arte e connessi servizi di accoglienza e di guida ai visitatori. Gli esperimenti di Napoli Sotterranea, Tunnel Borbonico e Gajola Onlus sono esempi di buone pratiche in tal senso. Mettere in campo tutte le azioni per rendere permanente tali progetti di valorizzazione e affidamento del patrimonio artistico e monumentale della città. Prevedere un’ulteriore estensione verso le aree ancora meno interessate dai flussi turistici, inserendovi anche palazzi storici (come Palazzo dello Spagnuolo alla Sanità) di proprietà di condomini privati.

Creare dei percorsi di visita della “Napoli etnica e multiculturale” realizzando in collaborazione con le comunità migranti, degli itinerari turistici che facciano scoprire la faccia multiculturale e meticcia della nostra città, di una metropoli cioè proiettata verso il mondo.

Napoli è reduce da 5 anni di vivacità culturale senza precedenti nella storia degli ultimi anni.

Il merito è di centinaia di operatori culturali e dello spettacolo che in condizioni a volte proibitive sono riusciti a “riempire” la città di arte, musica, teatro, cinema, produzioni letterarie.

Il merito è anche di un’amministrazione comunale che, rispetto a un crollo delle risorse economiche trasferite dal Governo, ha saputo reagire assumendo un atteggiamento di apertura e chiarezza verso il mondo della cultura.  Sono stati aperti spazi dove sperimentare quotidianamente la creatività e non si è tentato, come in passato, di strumentalizzare il mondo della cultura a fini elettoralistici.

Nei prossimi cinque anni la sfida è di accompagnare la crescita di un’industria culturale diffusa, che offra opportunità di lavoro a centinaia di giovani e meno giovani, in tutti i quartieri e dia loro una prospettiva meno precaria, perché sia chiaro che chi produce cultura a Napoli è protagonista e non comprimario del riscatto della città.

 

Proposte:

PICCOLE AZIONI PER FACILITARE IL QUOTIDIANO DEGLI OPERATORI CULTURALI

Molto spesso il rapporto tra pubblica amministrazione e operatori culturale è compromesso da dettagli risolvibili attraverso maggiore organizzazione e attenzione dell’ente pubblico e a costi nulli o non significativi.

La priorità è innanzitutto quella di garantire ai lavoratori della cultura un trattamento economico dignitoso all’ interno delle iniziative culturali messe in campo dall’amministrazione comunale. Vanno messe in campo cioè tutte le azioni necessarie per assicurare agli artisti/operatori culturali un compenso minimo garantito per singola prestazione, sia ricorrendo a un aumento complessivo dei fondi pubblici comunali destinati alla cultura, sia realizzando delle partnership stabili con sponsor privati il cui ricavato sia destinato esclusivamente alla retribuzione degli artisti/operatori culturali. Vanno inoltre incentivate nei bandi e nelle gare per l’organizzazione di eventi, quelle organizzazioni che non fanno uso di forme contrattuali atipiche o particolarmente svantaggiose (ad es. voucher) per i dipendenti.

Inoltre c’è da Prestare maggiore attenzione ai tempi della programmazione dell’offerta culturale in città, in particolare di quelle rassegne, consolidate (Maggio dei Monumenti, Marzo Donna, Giugno Giovani) che si svolgono in un determinato periodo dell’anno. Pubblicare gli avvisi pubblici per queste iniziative con un preavviso tale da consentire agli operatori di immaginare e progettare un’offerta culturale adeguata.

ARRICCHIRE LE COMPETENZE DELLA MACCHINA COMUNALE

A volte operatori culturali e ente pubblico parlano linguaggi diversi. Così diventa difficile progettare insieme eventi e rassegne spesso complesse. L’idea allora è quella di affiancare nell’organizzazione degli eventi promossi dall’amministrazione comunale una guida artistica a quella amministrativa. In particolare per le rassegne di maggiore rilievo  è possibile sperimentare la nomina di un direttore artistico, che assista i dirigenti competenti in ambito amministrativo e che possa pertanto avere contezza delle problematiche legate all’organizzazione di eventi culturali.

 

 

METTERE INSIEME PERSONE E COMPETENZE

L’Unione fa la forza: l’amministrazione comunale deve farsi promotrice di un’azione che riesca a far cooperare le piccole realtà di produzione culturale della città per farle crescere insieme. L’idea è quella di costruire dei distretti culturali nel centro storico della Città e nei quartieri periferici realizzando degli avvisi pubblici, riservati a piccole associazioni ed enti no-profit specializzati in produzioni culturali e creative, per l’assegnazione di parte degli immobili comunali inutilizzati. Creare così delle strade d’arte, dove si concentrino più operatori della cultura e dove sia più agevole “fare rete”, costruire progetti ed eventi più grandi in grado di dare una sostenibilità economica nel lungo periodo alle piccole realtà della cultura napoletana.

LA CULTURA COME RISCOPERTA DELL’ORGOGLIO DI ESSERE NAPOLETANI

La Lingua Napoletana è un patrimonio troppo importante per essere disperso. E’ il nostro legame con la comunicazione più intima, familiare. Uno strumento potentissimo per diffondere le produzioni culturali in ogni angolo della città. Abbiamo bisogno di valorizzare la Lingua Napoletana come strumento di riscoperta della storia e dell’identità locale, in particolare delle giovani generazioni. Sostenere con progetti pilota la realizzazione di corsi di lingua napoletana in collaborazione con gli atenei presenti in città e promuovere centri di ricerca e di archivio permanenti sulla produzione culturale in lingua napoletana (sul modello dell’Archivio della Canzone Napoletana).

Favorire la costituzione di un albo di professionisti dello spettacolo napoletano cioè quelli diplomati al conservatorio, al liceo musicale e/o con riconosciuti titoli e riconoscimenti professionali. Creare collegamento di tale albo in maniera consultabile direttamente sul sito internet del Comune di Napoli.

Quello delle politiche sociali è probabilmente il settore delle politiche pubbliche che ha risentito in maniera più drammatica della crisi finanziaria. Questa crisi nella crisi è dovuta ad un fenomeno che è duplice: da una parte l’aumento delle difficoltà economiche ha sviluppato una maggiore domanda di politiche sociali, la necessità di inclusione sta a fronte dell’aumentare progressivo del disagio, della marginalità sociale della povertà. Dall’altra parte la contrazione  della spesa pubblica, intensissima in questi anni, ha riguardato proprio i Comuni, cioè i soggetti istituzionali che storicamente in Italia si sono occupati di quelle politiche sociali molecolari, atipiche che la crisi economica rende più necessarie. È aumentata la domanda di politiche sociali ne è diminuita anche l’offerta. L’amministrazione uscente, nell’ambito di questa crisi nella crisi si è mossa con intelligenza, in primo luogo ha sempre e in ogni sede provato a contrastare le politiche di riduzione dei trasferimenti statali agli enti locali: questo contrasto è potuto avvenire, nella sua nettezza, anche per la strutturale estraneità delle forze politiche e civiche che hanno amministrato la città dalle coalizioni politiche che hanno governato il paese negli ultimi anni. In secondo luogo è stata razionalizzata la spesa per le politiche sociali, contrastando con successo quella funzione clientelare che queste avevano avuto a Napoli nel precedente decennio. In fine è stata contrastata la pratica delle infinite dilazioni di pagamento agli operatori del terzo settore.

Bisogna continuare su questo binario, insistendo di più ancora sulla straordinaria forza di solidarietà che la città pare conservare nonostante la crisi, investendo sulla capacità dell’amministrazione di essere infrastruttura, collettore, delle capacità di sussidiarietà del sociale, nell’ottica di un efficace welfare di comunità.

 

Ti ospito quasi gratis, tu mi fai compagnia. Interessante, in questo senso, quanto è stato sperimentato a Milano, dove attraverso il Comune e l’Ente per il diritto allo studio si è strutturata una rete di donne sole – prevalentemente anziane – che, a fronte di un poco più che simbolico canone di locazione,  ospitano studentesse fuorisede ricevendone compagnia e modici servizi alla persona. Questa iniziativa, oltre a venire incontro alle esigenze della terza età, avrebbe anche un deciso impatto sulle condizioni abitative degli studenti fuori sede, dando maggiori e migliori possibilità di ricovero oltre che un effetto di calmierizzazione dei prezzi delle locazioni.

 

Bentornato professore. Chi lo ha detto che i nonni civici devono solo guardare il traffico? Nella cornice legislativa già strutturata dalla legge n. 328 del 2000 il Comune, già da oggi, potrebbe organizzare, ad esempio nell’ambito degli orari di apertura pomeridiana degli istituti scolastici, dei corsi di recupero per i ragazzi a rischio di dispersione scolastica tenuti, prevalentemente, da professori in pensione, coinvolti anche attraverso il contributo delle associazioni e dei sindacati di categoria o dei sindacati dei pensionati.

 

Politiche per il disagio. Autorevoli studi scientifici sostengono che nei prossimi anni l’esponenziale crescita dei fenomeni di disagio giovanile e di patologie psicologiche ad essi legate saranno in continuo aumento. Questi fenomeni, necessitano oggettivamente di profondi interventi di sostegno e di monitoraggi scientifici continui che individuino preventivamente l’emergere di patologie psicologiche già in età scolare per poter prevedere un percorso di cura precoce e quindi più efficace.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) attraverso le ricerche e gli studi effettuati sulle diverse problematiche che investono le giovani generazioni, sostiene che nei prossimi decenni i disturbi psichici in età evolutiva sono destinati ad aumentare. Infatti, secondo le proiezioni dell’OMS, nel 2020 la depressione potrebbe diventare la seconda causa di disabilità fra tutte le condizioni morbose; contestualmente si assisterebbe ad un grande aumento dei disturbi della condotta correlati a situazioni come dipendenza da sostanze di diverso tipo, problemi relazionali, malattie e povertà, violenza sociale.

Proprio nei percorsi di crescita scolastica e formativa, l’Italia in genere e la Regione in specie, si trovano in una condizione di grave ritardo rispetto all’istituzione di un servizio di psicologia scolastica strutturato e incardinato nel sistema educativo dell’istruzione italiana. L’Italia infatti è l’unico paese in Europa a non avere una normativa diffusa e condivisa che preveda la presenza obbligatoria della figura dello psicologo nell’ordinamento scolastico.

Per sopperire a tali gravi vuoti Istituzionali e culturali, proponiamo al Comune di Napoli di attivare, presso i propri Servizi Sociali, uno sportello di “Consulenza in Psicologia Scolastica” per le scuole della Città.

 

Sportello di orientamento ed ascolto. Ancora nell’ambito della lotta al disagio bisogna sviluppare l’esperienza dello Sportello di orientamento e ascolto per  i ragazzi  affetti da disturbi del comportamento e della relazione ed i loro genitori.  Lo sportello prevede varie fasi. La prima riguarda la presa in carico del ragazzo e la stesura del programma terapeutico personalizzato, che include la formazione e conduzione di gruppi di apprendimento delle abilità sociali, rivolte ai minori, e alla presa in carico dei genitori (parent training). Questi ultimi vengono seguiti in più incontri secondo un protocollo terapeutico specifico volto alla ricerca di un approccio più idoneo con i propri figli per migliorare la relazione con gli stessi. Lo sportello di orientamento consiste nel fornire ai destinatari indicazioni sulle varie agenzie presenti sul territorio, per dare  risposte adeguate alle richieste dell’utente in temi quali: il tempo libero, lo sport, la scuola. ecc.. Gli operatori preposti ai vari interventi avranno il compito di accompagnare e seguire il percorso dei minori  presso le varie agenzie dopo aver informato e formato le  figure preposte alle varie attività. Lo scopo ultimo del progetto è quello di realizzare una concreta sinergia tra il sistema dei servizi sanitari e quelli territoriali, promuovendo e favorendo una reale inclusione dei minori con difficoltà negli ambienti da loro frequentati, fornendo risposte efficaci ai loro bisogni complessi e speciali, nell’ottica di favorire il benessere psicologico, nonostante le loro difficoltà, in tutti i luoghi dagli stessi frequentati.

 

L’Agenzia per la Casa è un servizio pubblico comunale che ha l’obiettivo di garantire l’accesso alla casa ai cittadini  che si trovano in una condizione di disagio economico relativo[1].

L’importo del canone dovrebbe essere basato su i principi previsti  ex L.431/1998 come da ultimo accordo tra associazione dei proprietari e associazione degli inquilini.

Detti accordi prevedono un importo minino e massimo per mq che tiene conto di una serie di variabili: la zona, le caratteristiche del cespite, i servizi e la grandezza. Il comune di Napoli nel maggio 2015 ha promosso la stipulazione di un nuovo accordo tra le due associazioni dopo circa 15 anni per riportare i canoni indicati a livelli più vicini all’attuale mercato immobiliare. Si tenga conto che l’importo max del canone concordato dovrebbe essere più basso del 25/30 % rispetto al canone ‘libero’.Si potrebbe anche immaginare che in caso di ulteriore abbattimento del canone ci possa essere un ulteriore agevolazione per il proprietario magari per situazioni difficili da valutare .In questa sede si vuole anche ricordare che la diminuzione del canone è accompagnata da un più basso livello di tassazione della rendita derivante dalla locazione soprattutto in caso di adesione al regime della cedolare secca, in tale ultimo caso l’aliquota sarebbe solo del 10% del canone annuo. E’ evidente, quindi, che in questo caso, il conduttore andrà a risparmiare, ma anche il proprietario avrà una rendita netta che sarà quasi pari al corrispondente canone libero.

I requisiti

Chi vorrebbe locare  un alloggio  tramite l’Agenzia per la Casa dovrebbe essere in possesso dei seguenti requisiti:

– Avere un reddito da lavoro dipendente e/o eterodiretto e/o assimilato o titolari di pensione o da lavoro autonomo, quindi coinvolgendo l’amplissima platea di giovani che lavorano in modo precario

– Avere un reddito netto mensile per il quale il rapporto canone/reddito incida al massimo per  una percentuale( si può ipotizzare 40%),  dove il canone preso a riferimento è quello medio per un alloggio dell’Agenzia Casa (comprensivo di oneri accessori e da verificarsi con cadenza annuale) e il reddito è pari alla somma delle entrate mensili del nucleo familiare.

Tale requisito potrebbe non essere richiesto in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da anziani di età superiore a 65 anni o in altri particolari casi.

– Avere la residenza e/o l’attività lavorativa nel Comune

– Non essere titolare (anche pro-quota) di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su uno o più immobili ubicati nell’ambito metropolitano.

 

  • Alloggi messi a disposizione dei proprietari al Comune

I proprietari di alloggi sfitti potrebbero, quindi, stipulare direttamente con il Comune di Napoli i contratti di locazione ad un canone corrispondente ai patti concordati e con durata di tre anni rinnovabili per ulteriori due anni (art. 2 comma 3 L. 431/98).

Vantaggi per i proprietari

– puntuale pagamento del canone di locazione e degli oneri accessori
– rilascio dell’immobile in caso di necessità del locatore alla scadenza contrattuale
– riconsegna dell’alloggio nelle medesime condizioni in cui era stato concesso in locazione.

La stipula del contratto di locazione verrà effettuata direttamente dal Comune  che si farà carico di tutti i gli adempimenti necessari . E’ evidente il vantaggio per proprietario ed inquilino che non dovrebbero sostenere più le onerose provvigioni degli agenti immobiliari ma solo un contributo spese che servirebbe per contribuire alle spese di gestione dell’Agenzia.

Ai proprietari che stipulano un contratto di locazione con il Comune di Napoli attraverso l’Agenzia per la Casa si potrebbero riconoscere le seguenti agevolazioni fiscali:

  • Come già indicato riduzione del 30% del reddito derivante dall’affitto ai fini della determinazione della base imponibile per l’applicazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRES); OPPURE CEDOLARE SECCA AL 10% SE PERSONE FISICHE – riduzione dell’imposta di registro calcolata sul 70% del canone annuo di locazione;
    – agevolazioni su TASI, IMU, TARI.  (da quantificarsi in un secondo momento.

Costituzione ed articolazione dell’agenzia:

Dovrebbe essere istituito uno sportello in ogni municipalità che potrebbe fungere da U.R.P. per coloro che vorranno usufruire dei servizi dell’agenzia.

Inoltre si può pensare alle creazione di un’organizzazione centrale snella  per contenere i costi e cercare di convogliare tutte le risorse disponibili per il soddisfacimento dei fini istituzionali dell’Agenzia.

Si potrebbe , ai fini della costituzione dell’Agenzia, ricorrere alla figura dell’ente in house. Ciò eviterebbe la costituzione di un ente di diritto privato ed, inoltre, il comune avrebbe maggiori poteri ed potrebbe esercitare controlli più penetranti perché una delle caratteristiche dell’ente in house è essere considerato una mera articolazione dell’ente locale.

 

Finanziamento dell’agenzia

L’agenzia potrebbe autofinanziarsi chiedendo un contributo spese di 100 euro sia al proprietario che all’inquilino per la fruizione di questi servizi. L’importo è molto modesto se lo poniamo in relazione ai costi delle agenzie immobiliari che, solitamente, chiedono, a titolo di provvigione, una somma pari ad una mensilità del canone di locazione.

 

 

[1] Ovviamente tali politiche abitativa dovranno essere implementate da adeguati sostegni all’edilizia residenziale pubblica per coloro che si trovano a vivere un grave disagio abitativo.

Napoli è la città più giovane d’Italia. Il numero di giovani fino a 35 anni è il più alto tra le metropoli italiane. Si tratta della generazione di giovani napoletani più istruita e dinamica di sempre: Un patrimonio unico per cambiare definitivamente i destini della città e renderla una metropoli moderna, viva, competitiva, intelligente.

Al tempo stesso è una generazione che la crisi economica e le politiche di austerità stanno strappando a Napoli e al Mezzogiorno: disoccupazione di massa, precarietà e per troppi l’emigrazione in massa verso il Nord Italia o all’Estero. E ancora un’enorme area di disagio e l’arruolamento che prosegue nelle organizzazioni criminali del Centro e dell’hinterland alla ricerca di nuove leve per sostituire i capi arrestati.

In questi anni l’amministrazione comunale ha creduto davvero nell’efficacia delle politiche giovanili: due nuovi centri giovanili inaugurati (Casa dei Giovani e della Cultura di Pianura e Polifunzionale di Soccavo), decine di progetti per il finanziamento di start-up giovanili (Sviluppo Napoli), la prima sala di registrazione gratuita del Sud Italia solo per citare alcuni dei risultati ottenuti.

Uno sforzo senza precedenti per consegnare ai giovani della città sempre più spazi di libertà e di espressione e restringere quelli della paura, della rassegnazione, della violenza criminale.

E’ necessario proseguire il lavoro già avviato e assicurare a un numero sempre maggiore di giovani servizi adeguati per affrontare il proprio futuro professionale e spazi di aggregazione ed espressione del proprio talento.

Migliorare e sostenere i servizi già esistenti: La Rete Informagiovani l’informazione e l’orientamento ai giovani. La Rete Informagiovani del Comune di Napoli, potenziata attraverso un bando  aperto ad associazioni e società giovanili, ha coinvolto in poco più di un anno di attività oltre 1200 utenti, in grandissima parte under 35, fornendo loro servizi di informazione ed orientamento. E’ necessario andare avanti migliorando e rendendo più efficienti i servizi della Rete Informagiovani, in particolare puntando su una maggiore integrazione con i Centri per l’Impiego e sfruttando al massimo le potenzialità dello sportello Itinerante per intercettare giovani in cerca di orientamento in tutte le aree della città.

 

Migliorare e sostenere i servizi già esistenti: Mettere in connessione i Centri Giovanili con le organizzazioni del territorio.

I centri giovanili del Comune di Napoli  (San Giovanni, Pianura, Secondigliano, Bagnoli, Soccavo) hanno spazi e strutture (arredi, attrezzature informatica) dedicate, a volte sottoutilizzate per insufficienza di fondi con i quali finanziare attività di formazione e intrattenimento. Le Associazioni Giovanili della città hanno invece competenze, entusiasmo, dinamicità ma scarse risorse economiche e in alcuni casi nessuna sede dove incontrarsi, pianificare le proprie attività, incontrare partner e futuri soci.

E’ doveroso mettere in contatto queste esigenze complementari, a costo zero per la collettività. La mia proposta sta nella realizzazione di patti tra i Centri Giovanili e le Associazioni giovanili del territorio. I Centri Giovanili metterebbero a disposizione spazi dedicati attrezzati (sul modello dei co-working) e le Associazioni Giovanili si impegnano ad erogare dei servizi gratuiti ai giovani del territorio in base alle proprie competenze. Il coordinamento dei vari patti che verranno siglati potrà essere affidato agli operatori della rete Informagiovani presenti nel Centro Giovanile che si impegnano a rilanciare ai propri utenti e sui canali di informazione e coordinare attraverso la propria attività quotidiana i servizi erogati dalle Associazioni.

Migliorare e sostenere i servizi già esistenti: Mettere in connessione i Centri Giovanili con i presidi culturali del territorio.

Negli ultimi anni presìdi culturali sono nati e cresciuti nelle Periferie della città di Napoli. Basti pensare al Nest o all’Ichos a San Giovanni a Teduccio, alla programmazione del Cinema Pierrot a Ponticelli, al TAN a Piscinola, e così via.

Allo stesso tempo molti degli utenti dei Centri Giovanili e dei Punti Informagiovani  hanno scarsissima familiarità con i consumi culturali: circa il 30/40% (Fonte: Indagine su Utenti Informagiovani Napoli) dichiara di non frequentare un Teatro, Cinema, Biblioteca, perfino una struttura sportiva. E’ fondamentale avvicinare questi giovani alla fruizione sistematica della cultura. Penso a delle convenzioni tra gli operatori dei Centri Giovanili e della Rete Informagiovani con i presidi culturali dei quartieri periferici della città (Teatri, Cinema, Locali per eventi/concerti) per l’ assegnazione di biglietti omaggio per spettacoli, proiezioni, concerti.

 

 

Giovani Napoletani pronti a essere cittadini del mondo. Favorire la crescita di una mentalità internazionale e l’apprendimento delle lingue dei giovani.

La conoscenza di una o più lingue straniere è requisito fondamentale per aprirsi a nuove culture ed affrontare periodi di mobilità all’estero più serenamente. Mi impegno a sostenere delle partnerships tra i Centri Linguistici degli Atenei napoletani, i centri Europe Direct e la rete dei Centri Giovanili del Comune per la realizzazione di corsi delle principali lingue straniere gratuiti o a costi contenuti. E’ necessario inoltre promuovere inoltre accanto a tali corsi, della attività di conversazione con madrelingua, grazie al coinvolgimento, con opportuni incentivi, delle centinaia tra studenti, ricercatori Erasmus e migranti che vivono in città.

 

Aumentare la presenza di studenti stranieri in città è il modo migliore per costruire una Napoli con un respiro internazionale e cosmopolita, una vera capitale del Mediterraneo. Insieme con i responsabili delle Relazioni Internazionali degli Atenei Napoletani mi impegno a sviluppare rapporti più forti con Università e Istituti di Ricerca esteri con un duplice obiettivo: da una parte, fare di Napoli una della città preferite per studiare la lingua italiana da parte dei tanti giovani che nel mondo amano la lingua del nostro paese. Dall’altra parte provare ad aumentare l’offerta di alta formazione con accordi che prevedano l’istituzione di corsi di laurea, master, sedi decentrate di Università internazionali nella nostra città.

Migliorare la conoscenza del mercato del lavoro europeo, delle opportunità e degli obblighi a cui si va incontro espatriando sta diventando un aspetto fondamentale per le giovani generazione. E’ necessario realizzare una collaborazione più stretta tra il servizio di assistenza all’impiego europeo (Eures) e le agenzie di informazione e orientamento dedicate ai giovani, in particolare la rete Informagiovani.

 

Un progetto pilota per aiutare studenti e giovani lavoratori che vogliono rendersi indipendenti dalla famiglia di origine: Progetto “Ti ospito, Tu mi fai compagnia”. Napoli è una città giovane, ma il numero di anziani che vivono da soli è in aumento, soprattutto nei quartieri centrali della città. Tante donne/nonne sole potrebbero ospitare a prezzi calmierati studentesse fuori sede in cambio della compagnia di una persona più giovane e di piccoli aiuti nelle faccende di casa. Progetti simili sono stati già sperimentati in altre città italiane, con buoni risultati.